Il franchising come funziona? sarà poi la scelta giusta?
In questo periodo sono tante le persone che mi scrivono perchè vogliono capire come orientarsi nella scelta dell'attività.
Ho chiesto allora a Claudia Gabriele - giovane e promettente professionista un'articolo dedicato ad un'approfondimento in materia.

Ed eccolo qui, a beneficio di tutto coloro che vogliono capire come funziona il franchising.

 

IL FRANCHISING OGGI

Ad oggi, il franchising è una formula conosciuta in tutto il mondo come un’affiliazione commerciale tra un affiliante, detto franchisor, e un affiliato, detto franchisee.

Il motivo dell’affiliazione è composto da una serie di vantaggi per cui il franchisee versa un canone periodico prestabilito chiamato royalty, oltre una cifra di denaro iniziale fissa, chiamata diritto d’ingresso

I vantaggi che l’affiliato compra dall’affiliante sono:

  • l’utilizzo del marchio
  • la reputazione aziendale
  • i manuali operativi
  • la conoscenza del settore
  • ma soprattutto il know-how.

L’associazione Assofranchising pubblica con frequenza quasi annuale un rapporto sull’andamento del franchising in Italia.

Per avere un’idea chiara ed attuale della situazione nel nostro Paese, ci si può rifare al rapporto 2016, il più recente.

Nel Rapporto si evidenzia che, in Italia, vi è un costante sviluppo di nuove insegne franchisor, accompagnato dall’apertura di nuovi punti vendita in franchising di catene già attive sul territorio.

Le reti attive con almeno tre punti vendita sono 950, di cui le reti italiane sono il 90%.

Complessivamente si può parlare di un giro d’affari che continua a crescere, il che significa che il franchising è in grado di reggere alle condizioni economiche odierne.

 

IL FRANCHISING E LA DISCIPLINA GIURIDICA

All’interno dell’ordinamento giuridico italiano, la legge numero 129 del 6 maggio 2004 ha dato valore legislativo al contratto di franchising, ne ha stabilito la durata minima, il contenuto del contratto, i doveri delle parti coinvolte ed il suo ambito di applicazione legislativa.

contratto franchising

Il franchising, nell’ordinamento giuridico italiano viene descritto come un contratto fra due soggetti giuridici indipendenti, nel quale una parte paga e l’altra gli concede un insieme di diritti di proprietà con il fine di vendere beni o servizi.

In un franchising il know-how è il “saper fare”, ovvero quell’insieme di capacità acquisite sul campo.

La compra-vendita del know-how si effettua pagando un diritto d’ingresso, una quota determinata da versare al momento della firma del contratto. Al diritto d’ingresso si aggiungono poi le royalties, ovvero un canone fisso che l’affiliato paga periodicamente all’affiliante.

La legge in questione dichiara che al potenziale affiliato spetta essere messo a conoscenza della situazione complessiva dell’azienda.

All’affiliato quindi devono essere rilasciate una serie di informazioni, tra cui:
i principali dati sull’andamento del franchisor,
la distribuzione degli affiliati degli ultimi tre anni e il loro andamento sul mercato,
una sintesi degli eventuali procedimenti giudiziari.

In questo modo il franchisee avrà una panoramica completa della situazione e potrà decidere se sottoscrivere il contratto o meno.

 

LE TIPOLOGIE DI FRANCHISING

Il franchising non comprende una formula sempre identica a sé stessa, bensì diverse formule che è importante distinguere. Diamo uno sguardo, quindi, alle differenti possibilità di affiliazione nel mondo del franchising.

 

IL FRANCHISING AD UNITA’ SINGOLE

Questo tipo di franchising è il più comune ed intuitivo, nel quale un franchisor sottoscrive affiliazioni commerciali con altri imprenditori, indipendenti tra loro, accumunati, però, dallo stesso marchio.

franchising unità singole

 

IL NEGOZIO NEL NEGOZIO

Nella formula di Franchise Corner un commerciante tradizionale sottoscrive un contratto con il quale accetta di allestire uno spazio all’interno del proprio negozio dedicato ad una linea di prodotti di una catena franchise-oriented.

Si può evincere, quindi, perché questa forma di franchising sia anche detta “il negozio nel negozio”.
Va da sé che il commerciante che si avvale di questa opzione è tenuto a rispettare gli standard operativi dettati della rete franchise, quali l’arredamento identificativo del marchio e la formazione del personale addetto alla vendita.

 

CO-BRANDING

Il co-branding è la formula per la quale due o più brand tra loro non concorrenti, decidono di coesistere nello stesso locale.
Questa scelta determina un importante riduzione dei costi ed una maggiore possibilità di attrarre la clientela.

In Italia, come nel mondo, questo accordo ha trovato larga diffusione nel settore della ristorazione.
L’origine di questa tipologia si ha in America negli anni Ottanta, mentre in Italia si è sviluppata solo dagli ultimi vent’anni a questa parte.

Un esempio di co-branding è la collaborazione tra catene alberghiere, ristoranti e centri benessere studiata per impreziosire la loro offerta reciprocamente.

 

PLURIFRANCHISE

A meno che un affiliante non sia soggetto ad una clausola di esclusività, non è detto che lo stesso non possa sottoscrivere più contratti di franchising.
Avremo in questo caso un Plurifranchise, cioè un operatore commerciale che abbia più punti vendita con insegne diverse che normalmente fanno capo a società afferenti a diversi campi.

plurifranchisee

 

IL MASTER FRANCHISEE

La figura di Master franchisee può operare nello sviluppo di catene franchising che si stanno espandendo a livello nazionale.
In questa tipologia, il franchisor nomina un Master franchisee, ovvero una figura incaricata di gestire i franchisee.
Il Master franchisee si occuperà, quindi, di selezionare i franchisee tra gli aspiranti tali, di riscuotere dagli affiliati le royalties e i diritti d’ingresso per conto della casa madre e di seguire gli affiliati nello sviluppo del loro locale.
Rinomati esempi di Master franchising possono essere Jean Louis David e Mail Boxes Etc.

 

I RUOLI NEL FRANCHISING

Stabilite le parti principali del contratto, affiliato e affiliante, è importante porre l’accento sui responsabili dei settori interni ad un’azienda di franchising.

Il responsabile franchising si occupa di coordinare tutto il sistema di franchising, per farlo collabora principalmente con altre tre figure: il training manager, il responsabile comunicazione e il responsabile sviluppo.
Il training manager gestisce i nuovi affiliati ed è il depositario del know-how aziendale, mentre il responsabile comunicazione regge i rapporti con gli enti esterni all’azienda. Infine, il responsabile sviluppo organizza la crescita dell’azienda nel tempo.

 

SAPERE E‛ POTERE: IL KNOW-HOW

Il know-how è un termine inglese ormai entrato nella lingua corrente italiana, traducibile letteralmente come “sapere-come”, quindi saper come fare qualcosa.
Il know-how è quello che gli antichi greci chiamavano τέχνη (téchne), ovvero l’arte di saper fare.

L’importanza di questa conoscenza pratica è il fulcro su cui il franchising trova il suo equilibrio, il pilastro su cui il franchising poggia la sua intera esistenza.

Sapere è potere

diceva il filosofo Bacone, niente di più vero.
Se ci si sofferma un’attimo a riflettere sulla formula del franchising tutto diventa evidente.

La differenza sostanziale è nella conoscenza.

Infatti, i franchisee ambiscono al sapere del franchisor, perché, in questo modo, possono evitare sbagli che il franchisor ha già scontato su se stesso attraverso sperimentazioni in locali pilota, avendo il successo assicurato di una formula già testata e conosciuta dai consumatori.

Il know-how viene amministrato e custodito dal training manager, in quanto racchiude il sapere da impartire ai nuovi affiliati.

Il training manager si occupa dell’organizzazione dei corsi di formazione per gli affiliati, in questo modo il locale dell’affiliato e la sua gestione sarà il più possibile fedele a quello dell’affiliante.

Il know-how è considerato come un insieme di conoscenze tecniche, procedure standardizzate e metodi operativi messe a frutto dall’affiliante nel corso del tempo, in modo preciso e formale.

Infatti, il know-how è racchiuso nei cosiddetti manuali operativi.

Il “saper fare” permette all’affiliato di usufruire di un vantaggio concorrenziale, rispetto a chi entra sul mercato in autonomia e senza informazioni su cui basarsi; il valore del know-how viene garantito dalla segretezza di chi lo detiene.

Il sapere è il motivo per cui l’affiliante è disposto a pagare il diritto d’ingresso nella rete di franchising e la percentuale mensile al franchisor.

 

Autore Articolo Claudia Gabriele


Luigia
Luigia

Luigia Gabriele Specialista in marketing retail per piccoli punti vendita indipendenti e shopper marketer. "Dopo tanti anni dedicati a lavorare personalmente con punti vendita indipendenti delle più disparate tipologie, ho deciso di riportare tutte le mie competenze sul web e di renderle disponibili a quanti come te hanno una attività commerciale. Credo che in un periodo di crisi come questo, in cui aprire la serranda è diventato una battaglia quotidiana, avere suggerimenti e consigli, e magari anche un luogo virtuale in cui trovare professionisti ed altri imprenditori con cui confrontarsi, possa essere fondamentale."

Lascia un tuo commento

Leave a Reply

Your email address will not be published.