Nella mia vita ho sempre combattuto per raggiungere quello che desideravo, con fatica, sacrificio, coraggio...


Chi è Luigia Gabriele!

E’ difficile aprirsi al mondo come io ho deciso di fare in questo momento, ma credo sia giusto che tu sappia tutto di me, anche perché i frutti dei nostri lavori sono sempre le espressioni di ciò che in realtà siamo e di ciò che abbiamo costruito nei nostri percorsi di vita.

Nella mia vita ho sempre combattuto per raggiungere quello che desideravo, con fatica, sacrificio, coraggio...

Forse anche grazie alla mia determinazione, alla fine ho sempre vinto le mi sfide nelle quali mi sono cimentata.

Ogni vittoria non mi dava appagamento, ma mi spronava ad andare avanti ed a cercare obiettivi più elevati nella convinzione poter ottenere una maggiore felicità e soddisfazione.

Tutto questo almeno sino a qualche anno fa.

Ovvero fino a quando ho scoperto che il mio modello supercollaudato “combatti-ottieni –sali di obiettivo” non funzionava più.

Ma andiamo con ordine.

 

Quello che tutti sognano

Alzi la mano chi almeno una volta nella vita non vorrebbe arrivare la mattina a lavoro e sentirsi coccolato da una segreteria che ti porta un caffè fantastico, ti dà il buongiorno e ti chiede come stai.

Alzi la mano chi non vorrebbe guadagnare abbastanza da non avere preoccupazioni di sorta e potersi permettere anche qualche sfizio.

Alzi la mano chi non vorrebbe un suo ufficio super attrezzato, bello ed elegante e trovare la propria scrivania in ordine, gli appuntamenti già presi e confermati, e il pc già acceso! (no, non dimenticato acceso dalla sera prima ma acceso appositamente per te, qualche minuto prima del tuo arrivo!).

Questo era esattamente la descrizione della mia giornata tipo, tutto quello che avevo raggiunto qualche anno fa, il mio stile di vita, tutto quello per cui avevo lottato e combattuto si era puntualmente materializzato con mia stessa gioia e soddisfazione.

Lo avevo inseguito e lo avevo realizzato.

E non potevo chiedere di meglio…. O forse si! Potevo e lo feci!

Affinchè tutto fosse perfetto volevo anche il coronamento della vita affettiva e personale. Volevo un figlio!

Il mio personale ideale di vita perfetta, stava raggiungendo il massimo, con la nascita della mia bimba.

Con una figlia, desiderata e voluta avrei coronato assieme a mio marito il mio sogno, raggiungendo quello che per me era simbolo di vita perfetta.

Gli imprevisti che fanno crollare le fondamenta...

Con la nascita della mia bimba è arrivata tanta gioia - ma proprio tanta - ma insieme, purtroppo, anche preoccupazioni e problemi per la sua salute.

Il mio istinto materno mi ha fatto fare la cosa più naturale del mondo, dedicarmi a lei.

Ho concentrato tutte le mie attenzioni su di lei per cercare di risolvere l’emergenza.

Potevo farlo senza ripercussioni sul lavoro, o almeno così credevo.

Nel mio sistema organizzativo (quello di successo), mi ero, infatti, preoccupata di delegare e formare il personale affinchè potesse sostituirmi sul lavoro e con i clienti, perlomeno in una prima fase, quella post parto, quella più delicata per una neo mamma, dove tutti i meccanismi mamma –neonato devono ancora essere collaudati.

Avevo impostato lo studio ed il personale perché potesse andare avanti senza di me, per un certo periodo di tempo!

E così è stato! Lo studio è andato avanti ma... dimenticandosi di me.

Li avevo addestrati così bene da permettergli di seguire altre strade!

Al mio rientro il danno era ormai compiuto: clienti migrati su altre partite iva, fatture non pagate, costi aggiunti e intorno a me il deserto.

Anche i miei collaboratori più fedeli ai quali avevo donato tanto (ma non tutto) del mio sapere mi avevano tradita.

Che fare?

Proprio quando pensavo di aver realizzato tutto, tutto mi crollava addosso o meglio si scioglieva come neve al sole.

Tutte le certezze, tutte le prospettive su cui avevo costruito tanti anni di lavoro, di colpo non esistevano più.

Ne rimaneva un mucchietto di macerie e per giunta da “mettere in ordine” insieme ad un bel pacco di debiti.

Non respiro più!

Sentivo di essere sott’acqua, di non riuscire a riemergere.

Ogni volta che cercavo di liberarmi ed uscire per tornare a prendere aria, a respirare, c’era qualcosa che mi riportava giù.

Problemi, situazioni da risolvere, ingiunzioni di pagamento si accavallavano e giungevano inaspettate aprendo nuovi fronti su cui combattere.

E non riuscivo a raggiungere la superficie.

Inutile raccontarti le frasi che affollavano i miei pensieri, frasi del tipo: “che ho fatto di male per meritare tutto questo?” o “non finirà mai”. O addirittura “non riuscirò più a lavorare!” (questa è la mia preferita! 🙂 )

Frasi negative, che mi hanno portato in quel periodo in uno stato di pessimismo oserei dire cosmico e sull'orlo di un crollo fisico e psicologico!

Se ci ripenso oggi, mi chiedo ma come è possibile?

Gibran Kahlil Gibran

Perché nella rugiada delle piccole cose il cuore scopre il suo mattino e si conforta

È proprio vero che quando leggi un autore, poeta o profeta che sia non ne comprendi appieno il significato delle parole finché qualcosa di analogo non succede a te!

È proprio vero che alcune situazioni non puoi capirle fino in fondo, se non le vivi.

È successo a me in quel periodo. Ed ho capito tanto, ma proprio tanto.

Tutto è cambiato in un istante!

La forza delle piccole cose

Una notte, dopo mesi in cui il sonno ci aveva abbandonati completamente a causa dei problemi di salute di mia figlia - fare 1 ora di sonno era diventato ormai un miraggio per accudirla- , la mia piccola si è addormentata e ci ha regalato 6 ore di sonno filato.

E li ho capito! 

È possibile cambiare, e tutto passerà!

 Se c’è stato un caso anche solo un caso positivo, allora vuol dire che c’è ne possono essere altri.

Devo guardare questa situazione da un punto di vista diverso, mi sono detta, devo passare dal chiedermi  “perché non dorme” o “perchè tutto questo è capitato a me”

a… ”cosa è successo che l’ha fatta dormire?” “cosa posso fare per uscire da questa situazione”.

Devo cambiare focus!

Tutto passerà! L’energia Positiva.

Così di colpo, tutto quello che facevo iniziava ad essere più leggero, ero diventata più tollerante con me stessa, più accondiscendente, ma la contempo più risolutiva.

Certo i problemi da risolvere rimanevano, gli enormi buchi economici creati in mia assenza anche, ma il modo di affrontare la vita era cambiato e riuscivo a gioire anche di piccole cose, quelle dimenticate sino a qualche mese prima.

E proprio quelle piccole cose iniziavano a regalarmi attimi di felicità giornalieri… pian piano sentivo di riemergere dall’acqua! Una nuova energia positiva mi stava ridonando alla vita.

Di colpo Tutto si inverte

Mentre io, presa dalle situazioni finanziarie dell’ormai ex studio, mi dedicavo a risolvere i problemi, gli ex clienti (quelli migrati su altre partite iva  a mia insaputa) iniziavano a “tornare all’ovile”.

Avevano provato la consulenza senza il mio apporto ed avevano compreso sulla loro pelle e sulle loro tasche la differenza tra un marketing di qualità ed uno approssimativo.

Si può vendere di tutto nella vita, ma alla prova dei fatti se quello che vendi non funziona sei un venditore destinato a morire!

Il mio marketing aveva sempre funzionato, ma solo dopo aver provato altri lidi... solo allora i miei ex clienti si stavano rendendo conto di chi era il merito.

Ma a quel punto ero io a non volerli più!

No, non ero impazzita!

Semplicemente sentivo che mi mancava qualcosa per dare la migliore consulenza (come avevo sempre fatto nella mia vita), per dare il massimo all’imprenditore, sentivo che quello che conoscevo era divenuto nel frattempo incompleto, non bastava più rispetto ad un mercato in totale mutamento.

La scelta: mi fermo!

Ho deciso! Mi fermo e mi metto a studiare nuovamente!

Non puoi immaginare cosa è successo: nessuno comprendeva cosa stessi facendo, nessuno capiva il perché.

Laddove molti perdevano il lavoro o erano alla ricerca del primo, io, nonostante i pressanti problemi economici, rinunciavo alle consulenze (spero che tra coloro che leggeranno queste righe ci sia anche qualcuno di quei clienti imprenditori a cui ho detto di no e che magari solo ora riuscirà a capire).

La famiglia più stretta, certo, mi appoggiava ma per… “partito preso” e non perché fosse realmente convinta della mia decisione di rinunciare a guadagni immediati.

Io però sapevo bene cosa stavo facendo e dove volevo arrivare, sapevo che quel “fermarmi” non era una sconfitta.

Sapevo che stavo preparando una nuova vittoria, e che lo stavo facendo preparando strumenti nuovi, quelli giusti per affrontare i nuovi campi di battagli: “I nuovi mercati”.

Mi ero resa conto che i meccanismi tradizionali di ricerca di mercato, piano di marketing e comunicazione, non funzionavano più, o nella maggior parte dei casi, erano troppo lenti rispetto ad un mercato in costante evoluzione.

Per quanto si possa accelerare le analisi e la resa della campagna di comunicazione, quest’ultima non riesce più ad essere allineata alla necessità del cliente finale: il risultato è la creazione di un vero e proprio “gap” tra posizionamento della azienda e mercato.

Io mi ero resa conto di questo... i miei ex colleghi e concorrenti ancora no.

Così, ho ri-cominciato a studiare, (non facevo così tante full-immersion sui libri e nei seminari dall’università) sperimentare, sbagliare, trovare nuove soluzioni, e definire piccoli e grandi successi.

Ho capito, ho capito tanto e ho provato sulla mia pelle e sulle mie economie...

Finchè un giorno….

Ok, sono pronta!
È il momento di tirare su la serranda!

Neanche il tempo di aprire!

La mia attività consulenziale è ripartita alla grande.

I clienti erano già dietro la mia ipotetica porta! (Mi domando ancor oggi chi li avesse avvisati 🙂 ) ma non volevo e non potevo ricadere negli errori del passato, e soprattutto non volevo che il mio tempo non fosse sufficiente per dare una mano a tutti.

In passato quando per mancanza di tempo ero costretta a dire di no a un'imprenditore in difficoltà la mia coscienza non mi lasciava serena. Il lato economico era quello che mi sfiorava meno, ma il fatto di sapere che in qualche modo avrei potuto dare una mano a quell'imprenditore se solo avessi avuto tempo mi faceva star male.

Quando ami profondamente qualcosa come io amo il marketing hai sempre voglia di trasmettere a tutti quello che hai dentro.. Ma per raggiungere questo obiettivo era necessario creare un modello guida per tutti quei piccoli imprenditori che non avrei più potuto seguire di persona, e soprattutto sentivo l’urgenza e l’indispensabilità di andare oltre, di allargare i confini della mia consulenza oltre l’ambito strettamente territoriale.

E' così che è nato "EASY BUSINESS per negozi". Ma questa è un’altra storia, e...